mercoledì 8 luglio 2015

Ritorno in Val Dordia

Qualche tempo fa il buon Mario ci aveva proposto un nuovo itinerario su sentieri a noi sconosciuti. In teoria avremmo dovuto scendere a Vianino e da li poi avremmo deciso come rientrare a casa. Purtroppo appena cominciato il sentiero inedito, Paolo incappa in un inaspettato capitombolo. Sembrava una caduta "normale" (era caduto in piano e a bassa velocità),  che però col passara dei minuti si dimostrava più grave del previsto. Il dolore al polso costringeva Paolo ad una ritirata precauzionale e noi lo abbiamo "scortato" fino a casa. Qualche tempo dopo, incuriosito provo a ritornare su quei sentieri, prendendola anche un pò larga. Mi avventuro in una discesa davvero tosta viste le condizioni del terreno. Il fango comunque la fa da padrone e, spesso devo scendere dalla bici e sollevarla per evitare di restare invischiato nella melma. Arrivato in valle però scopro un mondo davvero bello. Sono arrivato in Val Dordia. Le condizioni del terreno mi costringono a spingere spesso la bici, e questo  e mi da il tempo per guardarmi attorno. Spettacolare. Sollecito i miei soci decantando le bellezze del sito. Quando i sentieri cominciano ad asciugarsi decidiamo di riaffrontare la val Dordia. Saliamo velocemente in quota e percorriamo la strada della Costa per poi scendere a Pellegrino lungo una variante della ormai "usata" "Borotalco".


 Saliamo verso Vianino e, quando la strada scollina ed inizia a scendere, ci infiliamo in una ampia carraia.
L'abbiamo notata l'altra volta con Paolo infortunato, ed abbiamo supposto potesse arrivare a Faeto. E così è. Scendiamo per questa bella via, ampia e veloce, e, anche se il terreno non è perfetto, ci divertiamo davvero tanto.


Con noi c'è anche Gianluca (un altro....non il colonnello) che si deve allenare per la Hero, e quindi mettiamo in idea un giro alquanto tosto. Appena dopo Faeto
cominciamo a scendere a valle.
Abbiamo preso una via di costa che scende parallela a quella che avevo percorso qualche tempo prima.
Come quell'altra, dopo un bell'inizio, le pendenze crescono e contemporaneamente il fondo diventa quasi impraticabile.
Qua e la dobbiamo scendere e spingere per evitare guai.
Dopo una discesa davvero tosta arriviamo in fondo valle e cominciamo a percorrere per intero la stupenda Val Dordia.
Questa piccola valle incastonata fra monti davvero speciali ci offre scorci e colori molto emozionanti.
Pedaliamo lenti per non perdere nulla di questa meraviglia. Immagazziniamo immagini e colori, piante, calanchi, boschi, restano impressi nei nostri ricordi.
La valle non è enorme e ben presto usciamo sulla strada che da Varano Melegari porta a Varsi e Bardi. In breve arriviamo a Varano. Il rumore dei motori del vicino autodromo ci disturbano un pò, ma per poco. Infatti all'altezza del castello ci infiliamo nella stretta e assai bella Val Boccolo. Questa valletta è parallela alla val Dordia e per certi aspetti la ricorda parecchio. La val Boccolo però è sicuramente più antropizzata e la strada è tutta afaltata. Siccome Gianluca si vuole allenare per la Hero lo accontentiamo. Ci imbarchiamo per la salita verso Pietra Corva. Anche se la strada è asfaltata, le pendenze sono davvero importanti e si soffre.
Dobbiamo pestare sui pedali per progredire in modo onorevole. Arriviamo a Riviano dove sfioriamo la bella pieve
e giriamo secchi su strada bianca a salire. La strada bianca dura poco e iniziamo su un ripido sentiero sterrato e sassoso.
A fatica si aggiunge fatica.
Saliamo comunque decisi e ben presto siamo a Pietra Corva.
Ci concediamo un breve sosta per mangiare qualcosa e per qualche foto ricordo. Mettiamo in mostra le nostre migliori facce "da Marialonga".
Ora pedaliamo verso Mariano lungo il veloce tracciato della Marialonga.
Purtroppo anche su questa via, durante l'inverno, hanno imperversato i mezzi a motore che hanno prodotto danni notevoli creando solchi e "piscine" di notevoli dimensioni.
Un vero peccato!
Arriviamo sotto Mariano e giriamo le bici in direzione di Case Boscaini. Dopo la veloce discesa asfaltata andiamo in direzione di case Faggio. Il Colonnello ed io ci ricordiamo di un sentiero un pò infrascato che porta sotto S.Vittore.
L'avevamo percorsa in dura salita qualche anno fa. L'ingresso è un pò infrascato e l'erba alta nasconde la bella carraia,
nonostante questo scendiamo fra colori di grande effetto. Fiori colorati e verde brillante dell'erba ci offrono uno spettacolo davvero incredibile.
Dopo questa bella discesa
ci aspetta un'altra bella salita, quella di "Bubu". Di per sè non è una salita proibitiva, ma dopo tanto pedalare, l'acido lattico si fa sentire nelle gambe e soffriamo.


Poi per sentieri e carraie arriviamo a case Tintori


e finalmente possiamo lasciar correre le nostre mtb in facili discese. Poi rilassiamo le gambe nei pochi chilometri che mancano ad arrivare a Salsomaggiore

Per chi ha voglia e pazienza è possibile vedere il filmato della escursione su you tube all'indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=cEgaOGkn6vM

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